ALLATTAMENTO AL SENO E MICROBIOTA INTESTINALE
corpo (intestino)
3 maggio 2021
Allattamento e microbiota intestinale | Stefano Manera Blog

Ancora oggi, troppo spesso, sento di donne che non sono state informate sui benefici, a breve e a lungo termine, dell'allattamento al seno.

Il latte materno è inimitabile, è il prodotto di milioni di anni di evoluzione e possiede sostanze nutrienti ottimali per il neonato.
I benefici per il bambino non si traducono solo in termini nutrizionali, ma anche (e soprattutto) in termini di competenze immunologiche e di benessere psichico.
L'importanza del latte materno è indiscussa.
L'allattamento al seno riduce la mortalità infantile di 10 volte e diminuisce fortemente l'incidenza delle malattie infettive.
Il latte materno è a tutti gli effetti, in assoluto, il miglior vaccino possibile: gratuito e benefico.

 

Le IgA e gli oligosaccaridi del latte materno proteggono da infezioni respiratorie e gastrointestinali e influenzano positivamente lo sviluppo della flora intestinale.
Sappiamo benissimo come il microbiota di un bambino allattato al seno sia diverso da quello di uno allattato artificialmente.
Il latte umano è tra i più complessi in natura e contiene più di 200 differenti molecole di zucchero perché la loro composizione cambia significativamente durante l'allattamento, probabilmente essendo collegata allo sviluppo del sistema immunitario del neonato e del suo microbiota intestinale, infatti molte molecole di zucchero del latte non sono assolutamente destinate a nutrire il bambino, ma i suoi batteri.
I bambini non posseggono enzimi per digerire molte di queste molecole che vengono quindi digerite dai batteri intestinali, i quali produrranno metaboliti che serviranno a loro volta come "fertilizzante" per garantire il benessere della mucosa e lo sviluppo dei tessuti linfatici intestinali (MALT e GALT).
Il latte inoltre è ricco di anticorpi e molecole che rallentano la crescita di batteri patogeni e che coordinano e modulano l'attività dei globuli bianchi.

 

L'allattamento al seno fa bene in realtà sia al bambino che alla mamma.
Oltre ai benefici che vi ho appena descritto, facilita la digestione del bebè, previene disturbi futuri del bambino, come allergie, diabete e obesità, permette un corretto posizionamento della mandibola e della mascella e crea un legame forte, duraturo e profondo con la madre.


I benefici per la mamma saranno:
- Dimagrire dopo il parto, ritrovando il peso forma: allattare fa bruciare molte calorie, eliminando il peso in eccesso acquistato con la gravidanza.
- Allattare accelera il puerperio e il ritorno alla normalità della mamma, grazie alle contrazioni uterine stimolate proprio dall'allattamento.
- Riduce il rischio di tumore al seno fino alla menopausa.
- Aiuta ad aumentare la produzione del latte.
- Riduce l'incidenza di cancro alle ovaie (si è stimata una riduzione del 27% del carcinoma ovarico nelle madri che hanno allattato al seno in passato).
- Allattare al seno provoca il rilascio di endorfine, l'ormone del benessere che aiuta a contrastare disturbi frequenti dopo il parto, come la depressione o anche la semplice stanchezza.


Insomma, educhiamo le future mamme alla riscoperta dell'importanza dell'allattamento, insegniamo il valore del tempo, facendo loro capire come questo tempo non sia sprecato, ma sia fondamentale per i loro bimbi e anche per loro stesse, essendo un vero e proprio investimento di salute destinato a durare nel tempo.

 

L'unico alimento adatto al 100% ai cuccioli d'uomo è il latte materno.
Il latte vaccino, non essendo specifico per la specie umana, rappresenta un alimento scorretto a causa del suo elevato potere acidificante, allergizzante e iperstimolante (attenzione ai fattori di crescita molto abbondanti che devono far diventare un vitellino una bestia di 800 -1200 kg).
Nella salute di un bambino e quindi di un individuo nei primi 3 mesi di vita impostiamo l'anno e nei primi 3 anni impostiamo la vita stessa.

 

L'ecosistema microbiotico intestinale cresce sempre più nei primi 900 giorni di vita raggiungendo la stessa biodiversità della madre.
Ogni evento stressogeno modifica la biodiversità: la prima febbre la riduce molto, l'inserimento delle prime pappe la fa aumentare vistosamente, mentre il primo antibiotico determina un impoverimento significativo del microbiota.
Lo svezzamento induce biodiversità e ogni ciclo antibiotico riduce sempre più la popolazione di Bifidobatteri che poi difficilmente sarà in grado di ricostituirsi, lasciando un individuo meno sano e più suscettibile a patologie.

I Bifidobatteri sono gli amici che regolano il nostro sistema immunitario (soprattutto nell'infanzia) e che offrono le risorse per assimilare il latte materno, vero vaccino naturale, nutrendosi degli oligosaccaridi in esso contenuto. Questa si chiama simbiosi e questa relazione esiste praticamente da quando, evolutivamente, siamo diventati mammiferi.
Un sistema immunitario indebolito determina maggior suscettibilità allo sviluppo di patologie croniche e tumori, se continuiamo a intossicare i nostri bambini, avremo una popolazione sempre più malata.


Ogni interferente esterno che possa determinare infiammazione intestinale (farmaci, alimenti e stress), soprattutto se il bambino è predisposto (familiarità, genetica, radici individuali, costituzione) genererà patologia cronica andando a ridurre l'essenziale biodiversità microbiotica intestinale.
Ecco perché è essenziale ricordare il lunghissimo lavoro evolutivo e le sue motivazioni, favorendo l'allattamento al seno, evitando il più possibile farmaci, offrendo una dieta varia e sana, promuovendo stili di vita che promuovano il benessere e permettano un sano dialogo tra mente e corpo, ovvero tra cervello e intestino.

 

 

 









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