Stefano Manera - medicina integrata e omeopatia a Milano
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COSA È LA MEDICINA FUNZIONALE

La Medicina Funzionale è la medicina del perché.
Essa focalizza il proprio interesse sulle cause piuttosto che sui sintomi.

I sistemi diagnostico-terapeutici della medicina funzionale si basano sui meccanismi di regolazione e di controreazione allo stress del sistema vivente, con l'intenzione di stimolare l'organismo a ritrovare il proprio naturale equilibrio (l'omeostasi), in poche parole a portare l'organismo verso l'autoguarigione, in accordo con la teoria dell'autopoiesi formulata da Humberto Maturana e Francisco Varela.

Stress (anche detto elemento disturbante o noxa patogena) in medicina si traduce con infiammazione e acidosi, ma non solo; lo stress induce disequilibrio nel sistema e accumulo di tossine che, oltrepassato un limite, determinano un blocco della capacità naturale di detossificazione, anche detto blocco emuntoriale.
Questo blocco tossinico agisce come un filtro intasato, impedendo il corretto fluire dell'informazione biologica e il fisiologico concatenamento delle reazioni chimico-organiche che noi chiamiamo salute.
La medicina funzionale nasce dalla volontà di unire i punti (i vari sintomi descritti dal soggetto) per poter tracciare un disegno il più possibile attinente alla realtà e descrittivo della situazione attuale in cui vive (e ha vissuto) il paziente.

Lo stress dunque (fisico o emotivo) genera sempre infiammazione.
Uno stress acuto genera una infiammazione acuta, normalmente gestibile e riconducibile alla normalità da un sistema competente, mentre uno stress protratto nel tempo (cronico) genera uno stato infiammatorio cronico che prende il nome di infiammazione cronica di basso grado, la quale è la causa scatenante delle patologie croniche di varia gravità.
L'evento stressogeno è sempre in grado di causare malattia (nei suoi vari gradi) a seconda del terreno individuale in cui andrà ad operare la sua azione di disturbo, cioè portando in uno stato di disequilibrio il sistema.

Salute = equilibrio (omeostasi) = il corretto fluire dell’informazione biologica e frequenziale e il fisiologico concatenamento delle reazioni chimico-organiche.

Malattia = disequilibrio (assenza di omeostasi) = ridotto o assente fluire dell’informazione biologica e frequenziale e il fisiologico concatenamento delle reazioni chimico-organiche.

La malattia causata dalla noxa patogena si manifesta sempre in relazione alle radici e al terreno individuali: tanto più il terreno è inquinato, tanto più le radici delle malattie (guidate dalla forza ammalante) saranno profonde.


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In medicina funzionale è fondamentale considerare la storia patobiografica del paziente partendo dall'ascolto accurato di ciò che è accaduto nel corso della vita per ricostruire la storia personale poiché "l'uomo è ciò che mangia" come ricordava L.A. Feuerbach.

Questa verità non riguarda solo il cibo materiale, ma soprattutto, il nutrimento spirituale.
Non è necessario ricorrere al biblico "Non di solo pane vive l'uomo" (Dt 8,3; Mt 4,4) per rendersi conto che ci nutriamo non solo degli alimenti che introduciamo nel nostro corpo, ma anche delle "parole", dei pensieri, delle sensazioni, della cultura che assimiliamo tramite le letture, le relazioni personali, le interpretazioni degli eventi della nostra vita quotidiana.

Come detto, la peculiarità dell'approccio funzionale è l'attenzione prevalente alla reattività fisiologica e alla capacità di autoregolazione del sistema.
L'obiettivo è dunque mettere il sistema biologico in condizione di recuperare da solo, compensando gli agenti stressogeni responsabili dei sintomi.
In un contesto di medicina funzionale è fondamentale considerare l'interdipendenza dei sistemi già noti nella PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia), a cui necessariamente dovrà essere incluso il determinante sistema del microbiota come ormai gli studi scientifici più attuali impongono di fare.

Riassumendo, i meccanismi di regolazione dell'essere umano (rimanendo in un contesto puramente materico) che dobbiamo considerare sono: il sistema nervoso centrale, il sistema neurovegetativo (sistema nervoso orto e parasimpatico), il sistema endocrino e quindi metabolico (catabolismo o anabolismo), il sistema immunitario e il microbiota.

Il fulcro della medicina funzionale è dunque la conoscenza dei meccanismi fisiologici di interdipendenza di questi sistemi e la conoscenza delle possibilità di regolazione per poter condurre una corretta diagnosi e individuare rapidamente il percorso terapeutico individualizzato.

L'interdipendenza dei sistemi in medicina funzionale avviene attraverso il concetto di catene causali, cioè le valutazioni di patogenesi elaborate nel XX secolo dal dott. H. Schimmel il quale raggiunse due osservazioni fondamentali:

1 - Quando un organo o un apparato vengono colpiti da una noxa patogena si stabiliscono dei meccanismi di compenso da parte di altri organi o strutture del corpo.
Il tentativo è quello di eliminare o circoscrivere nell'organo che per primo ha subìto il danno il carico "tossinico" (come già descritto, tutto ciò che agisce come impedimento al corretto fluire della informazione e al fisiologico concatenamento di reazioni chimico-organiche che noi chiamiamo stato di salute).
Si attiverà quindi, un sistema in grado di vicariare questo deficit funzionale attraverso un altro organo o apparato (sistema di compenso).
Questa via alternativa sarà tanto più efficace quanto più il distretto sostitutivo sarà in buon compenso metabolico-informazionale.
Viceversa, si verificherà il blocco informazionale già descritto, che si tradurrà in una malattia organica o funzionale.

2 - Nella pratica clinica è spesso evidente che i disturbi lamentati dal paziente non sono sempre attribuibili all'organo responsabile, cioè a quello posto all'inizio della "catena", ma a sintomi e segni riferiti all'organo o struttura che è vicariante, definito come "organo bersaglio" in quanto sovraccaricato.
Questo discorso è fondamentale nella comprensione di tutte le patologie croniche e comunque di tutte quelle situazioni in cui sia trascorso del tempo tra la noxa patogena primitiva e la situazione attuale del paziente.
Il coinvolgimento progressivo di più distretti richiede tempi lunghi, a meno che l'insulto patogeno non sia talmente forte da alterare acutamente tutti i meccanismi compensativi informatico-metabolici interdistrettuali.
Nello stesso modo la restitutio ad integrum, cioè il ritorno all'equilibrio (salute) richiederà un percorso idoneo e tempo sufficientemente lungo.

La medicina funzionale offre sia al medico sia al paziente la possibilità di avere un approccio in grado di spiegare la causa o le cause di un problema di salute, non focalizzando l'attenzione sul sintomo.

Come descritto in precedenza dunque, la medicina funzionale ha almeno 5 obiettivi:

1 - rimozione della causa stressogena (noxa patogena);
2 - individuazione e cura della catena causale coinvolta;
3 - bonifica o cura del terreno individuale;
4 - promozione delle condizioni che favoriscano un terreno “pulito” (prevenzione primaria di corpo, mente e spirito);
5 - ripristino di un corretto equilibrio del sistema in un’ottica PNEI-microbiota.

Per fare questo, la medicina funzionale deve essere una medicina integrata, cioè una medicina in cui l'intervento terapeutico dovrà essere necessariamente multidisciplinare.
In tutto questo il paziente dovrà avere ben chiaro il concetto che dovrà iniziare un percorso di cura di sé stesso, un percorso che potrà essere più o meno lungo a seconda della storia clinica individuale.
Un percorso corretto di medicina funzionale, dovendo essa essere rivolta al paziente nelle sue 3 componenti (corpo, mente e spirito) potrà comprendere più discipline e molteplici conoscenze.

Supporto nutrizionale, omeopatia, fitoterapia, agopuntura, medicina ufficiale, kinesiologia, osteopatia, meditazione, mindfulness, psicoterapia e molto altro.
La ricerca di un'integrazione tra la medicina e le metodiche complementari, condotta mediante una metodologia scientifica attraverso lo studio delle terapie complementari al di fuori di filosofie e scuole di pensiero, propone un nuovo modello diagnostico e terapeutico sperimentato intento a qualificare, differenziare e migliorare il rapporto col paziente.

Nella medicina funzionale ogni paziente è unico.
Per ogni persona dunque esiste una terapia in grado di condurla a uno stato di completo benessere, oltre che una serie di regole di vita in grado di farla stare in salute.
La scelta della specifica terapia viene fornita dallo stato del sistema biologico e della funzione d'organo o d'apparato su cui si sceglie di intervenire.

Ma la medicina funzionale si rivolge ad altre categorie di soggetti, a differenza della medicina ufficiale.
Esiste infatti una sorta di cono d'ombra, una specie di limbo, costituito da soggetti che, pur non godendo di buona salute, vengono considerati sani soltanto perché non hanno manifestato ancora le loro problematiche.
La medicina funzionale è in grado di compiere un'analisi di questi soggetti attraverso l'anamnesi, la visita vera e propria e l'utilizzo di tecniche diagnostico-valutative specifiche (ad esempio la biorisonanza o l'ascolto bioenergetico craniosacrale).
In seguito all'analisi, sarà possibile impostare un piano preventivo individualizzato sulle esigenze specifiche (metaboliche e nutrizionali) del paziente.

 
L'utilizzo del termine Medicina Funzionale in realtà non è un vezzo, ma enfatizza la necessità di distinguere il tipo di medicina di riferimento.
In effetti, esistono due diversi concetti di "medicina funzionale" e questo contribuisce sicuramente a determinare confusione, anche tra i medici stessi.

La maggior parte dei medici funzionali fa riferimento alla scuola tedesca, ricca di elaborazioni scientifiche sul versante bioenergetico, omeopatico e omotossicologico.
Per la medicina ufficiale, quella del SSN e degli ospedali per intenderci, il termine "funzionale" è collegato esclusivamente a malattie senza sintomi, psicosomatiche o addirittura immaginarie.

Il termine medicina funzionale è relativamente recente, essendo stato coniato nel 1987 dal Dott. H. Schimmel.
Con l'aggettivo funzionale qui ci si riferisce all'intero bagaglio medico accumulato a partire dagli inizi di questo secolo, utilizzato con una visione "integrata" di salute e di malattia.
La medicina funzionale ha permesso così di integrare le conoscenze medico-scientifiche ortodosse con le medicine tradizionali complementari diventando con il tempo un ponte tra la medicina e le metodiche cosiddette alternative.

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