Dott. Stefano Manera

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Escherichia coli e infarto miocardico

Pochi giorni fa abbiamo letto molti articoli sui giornali che dicevano che il batterio Escherichia coli (E.C.) sarebbe la causa dell'infarto miocardico.


Subito si è parlato di nuove prospettive terapeutiche per la sua cura che prevedono anche lo sviluppo di un vaccino che prevenga il processo di trombosi delle coronarie.

Subito si è generato panico.

Subito le persone hanno chiesto il vaccino per prevenire l'infarto.


E' opportuno fare un po' di chiarezza intorno a questa notizia.

Prima di tutto dobbiamo citare la fonte, cioè la ricerca del team del prof. Francesco Violi del Policlinico universitario Umberto I di Roma e pubblicata sull'European Heart Journal il 3 gennaio 2020 dal titolo: "Low-grade endotoxaemia enhances artery thrombus growth via Toll-like receptor 4: implication for myocardial infarction".


In realtà questa ricerca non dice che il batterio è la causa dell'infarto, ma che favorirebbe l'evoluzione della placca ateromasica, cioè la vera responsabile, in seguito alla sua rottura, dell'infarto.


Noi sappiamo molto bene che l'Escherichia coli è un batterio Gram -, estremamente presente numericamente e commensale nel nostro intestino, cioè privo di veri e propri effetti benefici, se non quelli di fare biomassa, contribuire alla sintesi della vitamina K e regolare la presenza di altri batteri intestinali.

Alcuni Escherichia coli sono invece molto aggressivi e patogeni e favoriscono l'insorgenza di alcune gravi malattie, ma questo esula dallo scopo del presente articolo.


L’infarto del miocardio colpisce ogni ora 7 persone in Italia, ma quali sono le cause?

I fattori di rischio sono noti e sono tanti: la familiarità, l’obesità, il diabete, l’ipercolesterolemia, la pressione alta e il fumo.

Sappiamo anche che nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraelevazione del tratto ST, sono stati trovati alti valori di zonulina fecale.


La zonulina è una proteina implicata nella permeabilità intestinale e che si ritrova nelle feci dei pazienti affetti dalla così detta "leaky gut syndrome" o permeabilità intestinale.


Sappiamo anche che i pazienti obesi, dismetabolici, diabetici, dislipidemici e fumatori, sono tutti pazienti in disbiosi intestinale, cioè affetti da infiammazione intestinale e quindi, da permeabilità intestinale.


La causa dell'infarto è sempre la rottura di una placca presente a livello coronarico che il batterio può aiutare ad aumentare di volume. Il punto quindi non è eliminare l'Escherichia coli (presente naturalmente e fisiologicamente e in grande quantità nel microbiota intestinale), ma evitare che questo amico possa andare in circolo liberamente e combinar dei guai.


Il punto allora non è trovare un vaccino, ma è quello di non far formare le placche ateromasiche (stile di vita e alimentare sano), evitare le loro calcificazioni e ridurre la flogosi intestinale (permeabilità).


Qualche idea?


  • Prenditi cura di te, nel profondo. Cura il tuo corpo e il tuo spirito.

  • Pratica un'alimentazione sana e non immunostressogena (ATTENTI, ATTENTI, ATTENTI a zucchero, glutine e caseina).

  • Introduci alimenti antiossidanti (acidi grassi omega 3, acidi grassi a catena corta, vitamine, ad esempio vitamina C, eccetera...).

  • Evita la disbiosi: la disbiosi genera infiammazione, quindi attento ad abusare di farmaci che hanno un effetto negativo ormai noto sul microbiota (ops! molti farmaci prescritti ai pazienti cardiopatici lo fanno!) https://www.stefanomanera.it/post/un-farmaco-su-quattro-altera-il-microbiota

  • Integra regolarmente il tuo microbiota con probiotici che aiutino attivamente la salute del tuo intestino riducendo l'infiammazione in modo delicato e fisiologico.

  • Integra la dieta regolarmente con VITAMINA D (insiema alla vitamina K riduce la formazione delle placche e ne previene la calcificazione).

  • Fai attività fisica!

  • Evita lo stress: il cortisolo genera disbiosi intestinale!

  • Non fumare!


E' un po' più chiaro ora?

Quindi niente panico, ma cambia da ora le cattive abitudini: anche il tuo cuore potrebbe giovarne!


© Dott. Stefano Manera









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