• Dott. Stefano Manera

Il sentire triplice

Aggiornato il: gen 5

Tempo fa in un post avevo fatto cenno al sesto senso, come senso essenziale da utilizzare nei rapporti interpersonali, tra cui anche quelli con i pazienti. Da più persone mi è stato chiesto cosa fosse e io ho risposto dicendo semplicemente: l'intuizione. In realtà non è sufficiente perché non ci sono solo i sensi propriamente detti, ma il nostro sentire deve passare attraverso tre livelli tra loro interconnessi: testa, cuore e corpo.


Con la testa sentiamo il racconto, le storie; con la testa coltiviamo la saggezza, la lucidità e il discernimento. Col cuore sentiamo il sapore delle emozioni e coltiviamo l'altruismo, la compassione, la gratitudine e l'amore. Col corpo o con la pancia coltiviamo l'intuizione e la presenza. La testa e il cuore, infatti, possono essere nel passato e nel futuro, ma il corpo è sempre nel presente.


Dobbiamo sempre aver cura e ascoltare cosa ci comunica il nostro corpo, dobbiamo realmente imparare a sentirne le sensazioni, poiché proprio il corpo è il miglior "assistente" delle nostre emozioni. Solo ascoltando tutti e tre i livelli con capacità e intenzione profonde possiamo ottenere un giusto equilibrio, diventando più disponibili ad ascoltare le persone intorno a noi, più capaci e disponibili a perdonarci e a perdonare, a lasciar fluire il tutto e a non rimanere ancorati al passato, ma vivendo interamente qui ed ora, pronti ad accogliere l'incessante mutamento della vita.




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