Dott. Stefano Manera

Tel: 370 1386088

  • Dottoriico
  • whatsapp
  • Facebook Social Icon
  • LinkedIn Social Icon

P.IVA 09663120963

© 2016 by Stefano Manera . Proudly created with Wix.com

 

  • Dott. Stefano Manera

SE SOLO IL MAESTRO HAHNEMANN AVESSE SAPUTO…

“Principi di microbiologia medica” è stato il libro che esattamente 30 anni fa mi fece comprendere che avrei voluto studiare medicina.

Me lo prestò un giovane medico per poter svolgere una ricerca di biologia sui batteri e rimasi profondamente affascinato da quel mondo microscopico.



Nel corso degli anni ho studiato, ho inizialmente pensato che i batteri fossero la causa delle malattie, ho usato fiumi di antibiotici sia empiricamente, che basandomi sui risultati microbiologici, infine ho compreso il punto di vista di Louis Pasteur, quando ammise, sul suo letto di morte, che Claude Bernard aveva ragione.


Claude Bernard, fu professore alla Sorbona e membro della Academy of Science, sosteneva che il “terreno” era tutto. Nessuno dei due, Bernard, un fisiologo e Pasteur, un chimico, negava l’esistenza di microrganismi. La questione è come gli organismi si comportano e se invadono dall’esterno o se sono essenzialmente delle forme di vita che si comportano in modi diversi a seconda delle circostanze, organismi che potrebbero non essere patogeni in alcune condizioni.


Il punto cruciale, che mi pare essere oggi del tutto evidente, è che i microbi cambiano a seconda dell’ambiente in cui esistono (TEORIA DEL TERRENO). La scuola di medicina che deriva da questa teoria accetta il pleomorfismo, piuttosto che la visione statica dei microorganismi che è prevalsa per tutto il XX secolo.


Da qualche anno, lo sappiamo, sempre più si parla di microbiota e si è compresa la sua importanza nel generare salute o malattia nell’ospite, cioè nell’uomo.



Se solo il Maestro Samuel Hahnemann avesse saputo che nel corpo di ognuno di noi albergano 100 trilioni di cellule batteriche – procariotiche - per un peso medio di circa 1,5 kg (cioè più o meno il peso di un cervello umano adulto), contro i 10 trilioni di cellule – eucariotiche - che costituiscono il nostro corpo?


Se avesse saputo che le cellule procariotiche sono molto più antiche di quelle eucariotiche e che il microbiota è talmente connaturato all’uomo, dalla sua comparsa su questo pianeta, da permettergli la vita e che addirittura cellule batteriche primordiali, i mitocondri, albergano all’interno delle nostre cellule permettendo LA funzione biochimica essenziale per la vita, cioè la respirazione cellulare?


Se avesse saputo che il microbiota produce anche un campo bioelettrico endogeno, ovvero un campo magnetico attraverso il quale le varie specie batteriche sono in grado di comunicare e che questi monellacci di batteri sono in grado di influenzare prepotentemente il funzionamento di “monsieur” cervello superiore attraverso l’ormai noto asse intestino-cervello?


Sono certo che il Maestro ne sarebbe rimasto affascinato e avrebbe pensato che i rimedi agiscono non solo sull’uomo, ma naturalmente anche su quella essenziale biomassa che ci permette la vita chiamata microbiota.


Pensate: campo bioelettrico endogeno = campo magnetico = frequenze = energia.


Non è un caso che l’antichissima tradizione yogica ponga a livello dell’ombelico un chakra fondamentale: il terzo, ovvero manipura, “città del gioiello”, il chakra del plesso solare.

Questo chakra rappresenta la volontà, l’individualità e la percezione del sé.

È sede di un’energia eccezionale, è dove alberga l’ego ed è connesso con la realizzazione dei propri desideri, sovraintendendo il controllo e l’accettazione.

La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il pancreas, che è responsabile dei processi digestivi, in quanto regola le funzioni di stomaco, fegato, milza e cistifellea.

Guarda caso Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla digestione e al fegato, alla depressione e all’iperattività, ecco comparire anticamente e sapientemente quello che oggi chiamiamo il secondo cervello o cervello enterico.



Tutto torna e sempre di più mi innamoro della visione olistica dell’uomo, dove corpo, mente e spirito collaborano e dialogano incessantemente tra di loro e con tutto ciò che è altro da noi.


Spesso mi sento dire, anche in maniera piuttosto polemica: “un omeopata non deve interessarsi della moda del microbiota!"


A parte che sono certo che Samuel Hahnemann non sarebbe stato indifferente alla rivoluzione del microbiota, ma mi domando perché un omeopata non dovrebbe essere incuriosito da quell’enorme numero di esserini viventi che portiamo nella nostra pancia per tutta la vita, rendendocela possibile.


La realtà è che concordo completamente col prof. Fritjof Capra quando ci dice che la vita è rete e che senza rete non c’è vita.

Nulla potrebbe esistere diversamente da quello che è, sebbene ciò che vediamo sia solo una delle molteplici forme di ciò che definiamo realtà.


© Stefano Manera



155 visualizzazioni