• Dott. Stefano Manera

L'ultimo dialogo prima di morire

In questi anni ho assistito a molte persone nei loro ultimi giorni o ultime ore di vita. Sono medico e sono assistente spirituale e ho vissuto tante volte il momento della morte. Le prime volte lei mi sconvolgeva e mi spaventava, oggi la osservo più semplicemente con grande rispetto e dolcezza.


Proprio ieri mattina mi arriva questo messaggio che leggo più volte, che mi smuove dentro e su cui rifletto per tutta la giornata.


"A 20 anni con un amico che ha fatto conservatorio con me, ho fatto la tessera dell'ADMO. All'epoca ci pareva una cosa da fare: levare dalle difficoltà le persone in caso fosse successo qualcosa. La stessa estate lui per arrotondare andò a lavorare come postino. L’ultimo giorno di lavoro, l’ultima curva... è finito contro l’angolo di un autobus. Mi scriveva sms e ad un certo punto silenzio. Ho chiamato chiamato chiamato, finché ho ricevuto risposta: rianimazione. Sono stata 10 giorni sulla sedia dentro e sulla sedia fuori la sua stanza. C’ero quando è morto e quando hanno chiesto se potevano prelevare gli organi. C’ero. Ricordo che prendevo la tisana con le infermiere e i medici la sera nella “stanzetta” del reparto di rianimazione. La sua era una famiglia in grado di decidere e avrebbe deciso come avrebbe fatto lui, come lui aveva già fatto: prendete tutto. Non l’ho mai più sognato da quel giorno, tranne nella notte del 27 febbraio 2008. L’ho sognato come l’ho visto negli ultimi giorni della sua vita. Io ero fuori il vetro del reparto di rianimazione e piangevo mentre lui dentro sorridente mi diceva: non piangere non puoi venire con me, non è ancora il tempo. Il 28 febbraio ho avuto un ictus. Dopo tanto tempo sono ritornata “normale”, ma lui continua ad arrivare quando muore qualcuno [...]. Ecco, io ora sto così, ma so che tu sei pronto per questo".


Sì, sono pronto e ti ringrazio immensamente perché molte persone che ho assistito, nei giorni prima di morire, mi hanno raccontato di aver avuto un incontro, di aver dialogato con genitori, figli, parenti o amici già morti. Perché nella storia, tutti hanno provato a capire meglio questi fenomeni, dai teologi ai filosofi, dagli antropologi ai sociologi.

Tutti.

La morte, o meglio la sopravvivenza dell’anima ben oltre la nostra esperienza terrena, è un mistero immenso che non può non essere al centro di qualsiasi dibattito culturale.


Forse le ricerche del dott. Christopher Kerr dell'Hospice Buffalo di Cheektowaga (New York) ci dicono qualcosa di più e confermerebbero che qualcosa di scientificamente inspiegabile avvenga realmente in prossimità dell'ultimo viaggio: un’esperienza non solo unica, ma anche benefica e consolatoria, come se qualcuno già “oltrepassato” volesse rendere meno traumatico il passaggio da una vita all’altra.


Tutti hanno detto di avere visto i propri cari con estrema nitidezza. “Vedevo ogni particolare del volto di mia madre, di mio padre e di mio zio - mi disse Franco - Stavo bene di nuovo con loro, mi sentivo sereno”.


Marina sognó la sorella a cui chiese di restare, ma lei le rispose: “Ora no, ma presto saremo insieme”. Ai sogni si associa spesso un forte desiderio di partire e alcuni malati chiedono di preparare la valigia.


Ho sentito molti pazienti esclamare "Mamma!" come se fosse stata davvero lì, viva, di fronte a loro. Pensare alla propria mamma mentre si muore, la prima persona che ti ha accolto nella vita: che cosa misteriosa e meravigliosa!


Queste non sono le cosiddette esperienze pre-morte, perché sono vissute da persone in viaggio verso la morte, non da persone che l'hanno mancata, e la differenza è netta.


In tutto questo non c’entra se questi "sogni" siano veri o falsi, stimolati da farmaci o dalla reale esistenza di un aldilà pronto ad accoglierci, ma sederci al letto dei pazienti, tenere loro la mano, ascoltarli senza giudizio e credere ai loro racconti, in poche parole ESSERCI, può davvero fare la differenza nel modo di affrontare la fine della vita. La loro e la nostra.


Chissà in tutto questo dov'è la verità, chissà quale possa essere il significato di questi "sogni". Nessuna ricerca scientifica, per quanto autorevole, potrà mai fare luce sul mistero più importante della nostra vita, cioè quello che riguarda il momento stesso in cui la vita finisce. Un mistero immenso che solo nell'ultimo viaggio ci sarà, speriamo felicemente, svelato.


© Stefano Manera




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