• Dott. Stefano Manera

Metalli pesanti e chelazione

Aggiornato il: gen 5





Sempre più spesso mi vengono chieste informazioni sui metalli pesanti che ci intossicano e su eventuali modalità di "depurazione" o meglio, di chelazione. Sempre più spesso le persone sono stanche, irritabili, infiammate, con l'intestino disastrato, inspiegabilmente in sovrappeso e con l'asse endocrino alterato. Oltre a considerare l'alimentazione e il microbiota intestinale, dovremo necessariamente considerare la possibilità che il soggetto sia chiaramente "intossicato" (quindi ossidato ovvero in acidosi).


Un metallo pesante non è necessariamente un sinonimo di metallo tossico. Esso è un elemento chimico con peso specifico circa 5 volte maggiore dell’acqua. Ci sono metalli pesanti indispensabili per l’organismo (oligoelementi) ma che comunque in dosaggio elevato risultano tossici: il ferro, il rame, il manganese e lo zinco. Un’altra categoria di metalli pesanti è usata invece a scopo terapeutico: il bismuto, il gallio, l’oro, il litio e l’argento. Infine abbiamo quei metalli che, in qualunque dosaggio, sono esclusivamente tossici: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio.

Il problema dei metalli tossici pare essere particolarmente serio: si calcola che nel corso della nostra vita introduciamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio. Al giorno d'oggi anche il latte materno è contaminato.


I metalli pesanti tossici a causa delle loro caratteristiche fisico-chimiche risultano “indispensabili” per l’industria. Dove si trovano? In deodoranti, shampoo, detergenti, dentifrici, tinte per capelli, smalto per unghie, creme corpo, cosmetici, dopobarba, farmaci e alimenti. Per non dimenticare tutti gli idrocarburi e i prodotti raffinati di varia natura. Oltretutto in questi prodotti si trovano anche altre sostanze chimiche come DDT, PFC e BPA, anch'essi estremamente tossici. Non dimentichiamoci infine le otturazioni dentarie in mercurio, la frutta e verdura contaminata e coloro che per il tipo di lavoro sono molto più esposti a questi metalli rispetto alle altre persone. L'intossicazione può essere acuta oppure cronica (molto più diffusa e subdola), anche quest'ultimo tipo di esposizione provoca seri danni, perché i metalli si accumulano pian piano nell’organismo, in modo continuo e non sempre rilevabile.


Perché i metalli pesanti sono tossici? Sono aggressori invisibili ma potenti, alterano i vasi sanguigni e il sistema nervoso (neurotossici). Si accumulano nel connettivo bloccandolo. Alterano le funzioni emuntoriali. Causano infiammazione cronica di basso grado. Alterano severamente il microbiota intestinale. Alterano profondamente molte funzioni dell'organismo legandosi a strutture biologiche e modificandole (recettori, proteine, enzimi, eccetera). Si sostituiscono a elementi essenziali del nostro metabolismo, agendo da antagonisti. Formano legami con molecole organiche dando origine a composti inattivi biologicamente, causando spesso apoptosi cellulare. Ad esempio il piombo antagonizza gli effetti del calcio nel sistema nervoiso e nelle ossa e si sostituisce al ferro nell’emoglobina. Infine danneggiano direttamente i tessuti alterando la membrana cellulare in modo irreversibile, aumentano lo stress ossidativo e incrementano la produzione di radicali liberi. Nel nostro corpo se ne possono accumulare molti tipi diversi che oltre ad altre tossine, creando una situazione molto pericolosa.


Cosa possiamo fare? Prima di tutto rivolgiamoci a un medico che conosca il problema e lo sappia trattare. Il lavoro sarà generalmente lungo e multidisciplinare e dovrà coinvolgere anche un laboratorio, un nutrizionista e talora un naturopata per poter impostare un'adeguato percorso terapeutico e un adatto stile alimentare. Non dimentichiamoci infine dell'esercizio fisico e delle discipline meditative per un più efficace riequilibrio del sistema PNEI.

In questi casi l'Omeopatia (Unicista o Cease Therapy), l'omotossicologia e la fitoterapia saranno assolutamente indicate. In tutti i casi sarà sempre indispensabile una visita accurata per impostare la cura sulle reali esigenze del paziente.


Vediamo qualche esempio di prodotti naturali che possono essere utilizzati. Argilla verde L’argilla è un deposito di roccia finissimo ricco di sali minerali (soprattutto silice), grazie alla consistenza delle minuscole particelle che la compongono può assorbire tossine e radicali liberi che circolano nell’organismo.


Zeolite La zeolite è un minerale microporoso di origine vulcanica caratterizzato da una struttura molecolare a nido d’ape con una carica negativa naturale che attrae e lega tossine e metalli tossici. Il composto ottenuto viene poi metabolizzato dal fegato ed eliminato. La zeolite è poco indicata in caso di malattie infiammatorie intestinali in fase acuta.


Clorella È la famosa alga d’acqua dolce con buone proprietà disintossicanti. Agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, soprattutto il mercurio, ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dagli altri organi: non raggiunge l'interno della cellula e non attraversa la barriera ematoencefalica. La clorella è comunque una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali.


Coriandolo La tintura madre di questa pianta ha la capacità di estrarre i metalli dai tessuti, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze efficaci nell’espulsione, attivando gli emuntori, soprattutto quello renale. Il grande vantaggio è che questa pianta attraversa la barriera emato-encefalica grazie al mercaptano, una sostanza ad azione chelante. Una buona combinazione è proprio abbinare il coriandolo con la clorella in modo che il primo possa rimuovere i metalli tossici dai tessuti e la clorella proceda all’eliminazione attraverso l’intestino.


Selenio Soprattutto in forma organica, il selenio è efficace nel chelare il mercurio ma non altri metalli, ma bisogna fare molta attenzione al dosaggio. Lo troviamo abbondante nel riso integrale e nelle noci brasiliane.


Crusca di riso La crusca di riso è efficace in particolare per chelare il ferro grazie alla grande quantità di inositolo, il quale forma col ferro composti inorganici.


Metil-sulfonil-metano (MSM) Il metil-sulfonil-metano contiene zolfo e si trova naturalmente in frutta, verdura (aglio, cipolla e svariate crucifere) e pesce, ma anche sotto forma di integratore: i gruppi solfidrici si legano ai metalli tossici, in particolare a piombo, cadmio e mercurio, ma non se non abbiamo prima una riserva di zolfo utilizzabile.


Altri metodi Le mele contengono acido, un ottimo depurativo intestinale; le alghe contengo alginati che aiutano la mobilitazione intestinale e di conseguenza l’eliminazione dei metalli tossici. Lino e psillio formano dei gel anch’essi utilissimi per ripulire l’intestino. La spirulina e la klamath sono entrambi ottimi alleati. E infine, il disintossicante più forte: la sudorazione. Scegliete il modo che più vi piace, ma sudate! Io consiglio sempre le saune, oltre all'attività fisica.


A tutto questo (a seconda dei casi) è fondamentale associare sempre la Vitamina C ad alto dosaggio, trovandoci senza dubbio in un quadro di iperossidazione. Terapia probiotica mirata. Butirrato, alfa-lattoalbumina, curcumina. Dieta antiossidante. Ricordiamoci sempre la Vitamina D3 + K2 + Zinco (talora Magnesio). Infine, ricordiamoci dei drenanti d'organo, essenziali durante un lavoro di rimozione delle tossine.


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